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Chiediamo il consenso ai cittadini liberi, il rilancio di Pachino passa per i Movimenti

Nell’avvio della mia campagna elettorale ho avuto tantissime percezioni incontrando i miei concittadini. Attorno al mio nome ho sentito tanto affetto, tanta condivisione e perché no, pure entusiasmo. Ma ad onor del vero anche sensazioni che qualcuno con gli occhi, mi voleva dire: ‘Ma chi te lo fare a spenderti per Pachino?’ Se non lo dicevano apertamente, lo hanno fatto per educazione e soprattutto per paura di mettermi in imbarazzo. Sono riuscito a intuire le loro preoccupazioni e mi sono intrattenuto più con loro che con altri. Ho spiegato che nella vita di ciascuno di noi, arriva il momento di assumersi delle responsabilità ed ho risposto: di fronte a così tanto degrado, non si può continuare a fare come gli struzzi che mettono la testa dentro la sabbia e se la prendono con gli altri per avere fatto affogare la città nei debiti, per una città sporca, per alcune zone senza acqua e senza fogne, per una viabilità che non viene rifatta o manutenzionata da 30 anni, dove non viene costruita una scuola da 40 anni e c’è un liceo che non ha locali adeguati e dignitosi, con i luoghi di villeggiatura che d’estate si trasformano in far west. Dove vige la regola del più forte, del gradasso che si sente il padrone del vapore senza sapere o capire che quell’asfalto che calpesta è soltanto di proprietà della Comunità. Con gli scettici mi soffermo e illustro la ‘Città in Movimenti’ dove ci sono risorse umane che in passato hanno giustamente preso le distanze da una politica vecchia per il suo modo di fare. Metto le mani avanti subito: non promettiamo né posti di lavoro, né prebende, né regalie, né premi partite. Chi cerca scorciatoie per arrivare ai propri obiettivi, non si rivolga noi. Vada altrove a bussare, da quelli che Pachino l’hanno distrutta ed ancora oggi circolano a piede libero. La nostra coalizione, dal primo giorno che s’è formata, ha deciso di non imbrattarsi di colori, di deputati vecchi e nuovi di non essere assimilati a chi con la politica ha fatto fortune per sé e povertà per gli altri.E’ vero che oggi il vero problema è il lavoro che non c’è. Ma con un progetto comune e che voglio condividere con la città, dobbiamo essere noi a costruire un percorso di rilancio di Pachino, sfruttando le risorse naturali del territorio. Bisogna guardare all’Europa come Madre e non come matrigna e creare uno staff di lavoro che possa attrarre investimenti. Penso al turismo, all’agricoltura, alle infrastrutture.Parlavo di colori. Fino alla vigilia del voto c’è posto nella nostra barca per uomini e donne che hanno un solo obbiettivo: rilanciare Pachino. Non è un caso che parlo di rilancio e non di Rinascita, perché la Rinascita che la gente conosce qui, è quella degli accordi e degli inciuci. Sotterfugi che non ci appartengono e lo vedremo dal responso delle urne. Così come non ci interessano i video collegamenti con l’altra parte della Sicilia per fare campagna – acquisti proseguendo in una politica clientelare che non fa al nostro caso o che non è nelle nostre corde. L’autonomia e la libertà non hanno prezzo. Noi dei ‘Movimenti’ non ci rinunceremo. ALFREDO SPIRAGLIA

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